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Le norme italiane sugli impianti elettrici

Il tema degli impianti elettrici e l’intera materia è disciplinata in Italia da una serie di leggi e decreti che vanno dal 1955 al 2001. Fra queste numerose norme abbiamo la Legge n. 186 del 01 marzo 1968, una fra le più importanti che impone la realizzazione degli impianti elettrici ed elettronici, installazioni e macchinari in modo esatto e allo stesso tempo riconosce un alto valore alle normative CEI riguardo la creazione di impianti elettrici “a regola d’arte”.

Negli ultimi tempi le norme sono state modificate e ampliate e il principio di “a regola d’arte” è stato ripreso e sviluppato dalla Legge n. 46 del 5 marzo 1990. In seguito però la legge 46/90 è stata abrogata insieme ad un’altra norma importante, ovvero il Dpr 447 ed è stata poi sostituita dal DM 37 del 22 gennaio 2008.

Il DM 37 del 22 gennaio 2008 prevede innanzitutto la limitazione all’installazione e manutenzione degli impianti a soggetti abilitati, cioè che possiedono tutti i requisiti tecnico-professionali riconosciuti, si prevede poi l’obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell’installatore.

Esiste poi l’obbligo di utilizzo di materiali certificati a norma, soprattutto nella messa in opera. Troviamo anche la necessità di redigere un progetto per gli impianti che superano alcune dimensioni o per gli impianti elettrici chi sono relative ad impianti particolari, ossia impianti medici, a maggior rischio in caso di incendio o sono ambienti a rischio di esplosione. La protezione dell’utilizzatore da contatti diretti e indiretti.

Infine la legge prescrive l’obbligo dell’impianto di messa a terra e l’obbligo di installazione dell’interruttore differenziale.

3 Commenti

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