I legumi della tradizione siciliana per stare bene a tavola
di Redazione
14/05/2013
In passato la carne dei poveri erano i legumi visto che gli animali venivano utilizzati soprattutto per il lavoro e per la produzione di latte; venivano uccisi e mangiati solo per le grandi feste o quando invecchiavano e non erano più in grado di lavorare.
Se ci pensiamo però ancora oggi i legumi rappresentano una importantissima fonte di nutrimento grazie alle proteine a ai minerali che contengono.
Se poi sono prodotti nel rispetto della pianta e della Madre Terra abbiamo a disposizione delle vere perle di salute.
In Sicilia vengono coltivati molti tipi di legumi della tradizione ancora secondo la vecchia tradizione. Ad esempio troviamo:
- le lenticchie di Ustica, piccole e saporitissime grazie alla coltivazione nei terreni lavici dell'isola di Ustica;
- le lenticchie di Villalba, giganti e ricchissime di sidio, calcio e ferro
- le lenticchie nere, piccole e dal caratteristico colore nero legato alla presenza di antociani (che contrastano i radicali liberi)
- la lenticchia rossa, piccola e delicata
- i ceci pascià, piccoli e cremosi;
- la fava larga di Leonforte, più grande delle altre varietà e molto dolce;
- il fagiolo badda di Polizzi, nei 2 colori bianco e nero, dalla buccia molto fina e altamente digeribile.
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